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Io sono un Soldato di me stesso,

non conosco la via e sto raggiungendo le altezze della vergogna,

aspettando la chiamata, con la mano sul petto...

Sono pronta per la battaglia, e per quello che ha il serbo per me il fato.

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Un milione di miglia lontano da casa, sto scappando...

Non riesco a ricordare i tuoi occhi, il tuo volto... .

La Governatrice di Spoleto: Lucrezia Borgia

Libertina per fantasia, empia per temperamento, ambiziosa per calcolo, Lucrezia Borgia bramava piaceri, adulazioni, onori, gemme, oro, stoffe fruscianti e palazzi sontuosi.

Una Spagnola sotto i capelli biondi, cortigiana sotto la sua aria candida, aveva il viso di una Madonna di Raffaello e il cuore di una Messalina.
Alexandre Dumas

 

LUCREZIA BORGIA 
Pittore inglese Frank Cadogan Cowper 1877-1958

IL DUCATO DI SPOLETO E LE SUE MERAVIGLIE...

SPOLETO si trova in provincia di Perugia.
Altitudine: 396 M. Abitanti: 39 339.

Spoleto è ricca di monumenti e di palazzi, di chiese, e di teatri, la città che fu a lungo capitale del ducato longobardo e poi Umbria Caput Mundi

IL CUORE VERDE D'ITALIA

L'antico abitato medievale, l'imponente Rocca che torreggia la valle, il Ponte delle Torri, che in origine aveva la funzione di acquedotto costruito dagli ingegneri dell'esercito romano che la collega con il suggestivo Monteluco. Successivamente, il Ponte univa la Rocca Albornoziana e il Fortilizio dei Mulini con il compito di controllare il Ponte e il territorio circostante in caso di attacchi ostili. Il Ponte delle Torri, deriva proprio dalle due Torri di osservazione militare. Il volo di un aquila maestosa e forte in battaglia, domina i cieli di Monteluco osservando un vegetazione prosperosa, attraverso un labirinto di lecci e considerato un bosco sacro fin dai tempi in cui vissero il popolo degli Umbri. I Romani, hanno lasciato segni indelebili nel Bosco Sacro di Monteluco e in particolare l'iscrizione latina della Lex Luci Spoletina (III sec. A. C.).

“Questo bosco sacro nessuno profani, ne alcuno asporti su carro o a braccia ciò che al bosco sacro appartenga, né lo tagli se non nel giorno in cui sarà fatto il sacrificio annuo; in quel giorno sia lecito tagliarlo senza commettere azione illegale in quanto lo si faccia per il sacrificio. Se qualcuno contro queste disposizioni lo profanerà faccia espiazione offrendo un bue a Giove ed inoltre paghi 300 assi di multa. Il compito di far rispettare l’obbligo tanto dell’ espiazione che della multa sia svolto dal Dicator” (Panciera 1994).

Francesco di Assisi costruì nel 1218 alcune cellette presso la Chiesina di Santa Caterina, “ricevuta in dono” dai Benedettini di San Giuliano posta accanto al Bosco Sacro.  Un luogo di preghiera e meditazione.

Spoleto, divenne una Colonia Romana nel 241 a.C. e successivamente Municipio, con il nome di Spoletium, facendosi ricca e prosperosa di monumenti, e rimase fedele a Roma anche durante le guerre puniche, quando respinse vittoriosamente l'esercito cartaginese di Annibale coni suoi elefanti, dopo la battaglia del Trasimeno nel 216 d.C. La Storia racconta, della Torre dell'Olio, costruita a Spoleto, con l'obiettivo strategico e militare nella difesa della città sotto attacco. Ed è una Torre, dove i soldati romani, lanciavano l'olio bollente sulle truppe cartaginesi costringendo il lo stratega e condottiero Annibale, alla ritirata verso sud. Una iscrizione posta su una porta della città, riporta l'evento trionfante dei legionari romani. Da quel giorno ad oggi, viene chiamata: "Porta Fuga".

Dopo la Caduta dell'Impero Romano, Spoleto fu conquistata dai Longobardi, poi sotto il controllo militare dei Franchi per passare il bastone del comando agli Imperatori del Sacro Romano Impero fino al dominio assoluto del Papato. In questo spazio temporale, la Colonia Romana divenne a tutti gli effetti un Ducatus Spoletium.

Quando Federico Barbarossa scese in Italia, Spoleto, fedele alla Chiesa, cercò di fermarlo, ma venne sconfitta nel 1155: tale drammatico evento spinse a erigere una nuova cerchia di mura difensiva per inglobare i borghi formatisi lungo le strade dirette in città. In origine, gli Umbri e poi i legionari romani, costruirono una cinta muraria lunga oltre 2 Km. Il tratto più rilevante possiamo trovarlo lungo la via Cecili dove la maestosa opera ingegneristica militare sorregge parte del convento di san Nicolò. Accanto alle mura è ben conservata una torre a pianta quadrata. Mura difensive, torri di avvistamento e come ogni città che si rispetti, non può mancare una fortezza. Nel 1359, iniziarono i primi lavori di costruzione della Rocca Albornoziana, che domina l'intera vallata del Ducatus Spoletium.

Tra Seicento e Settecento la città si arricchì di sontuosi palazzi nobiliari, mentre il XIX secolo è caratterizzato dagli interventi urbanistici di Ireneo Aleandri.

AFFASCINANTE SPOLETO
Con le sue opere e le sue architetture che spaziano dall'epoca romana al Ducato Longobardo, all'età comunale e al Rinascimento, Spoleto ha sedotto nei secoli "turisti" d'eccezione, tra i quali Goethe, Shelley ed Hesse. Il suo fascino si espande anche negli immediati dintorni, di cui Michelangelo Buonarroti scrisse di aver avuto "gran piacere nelle montagne di Spoleto...perché veramente non si trova pace se non nei boschi".

UN BORGO DA SCOPRIRE
I tesori di Spoleto non si trovano solo nel suo centro storico: basta percorrere pochi passi e dalla piazza del Comune si è già al Giro della Rocca, passeggiata che apre la vista fino a Perugia e che, attraverso il Ponte delle Torri, collega la città al Monteluco, col suo antico bosco di lecci da sempre protetto.
Dal Fortilizio dei Mulini, all'estremità del Ponte, ha inizio il Giro dei Condotti, così chiamato perché segue in parte il tracciato degli antichi acquedotti. Si tratta di una passeggiata molto suggestiva, quasi interamente pianeggiante, che fronteggia il Colle Sant'Elia e la Rocca Albornoziana e che permette di godere di un panorama inconsueto sulla città tra i profumi e i colori di eriche, ginepri, elci, bosso, timo, felci, corbezzoli, ciclamini e rose selvatiche.

L'ultimo tratto del Giro, in discesa, arriva in città all'altezza del quartiere della Ponzianina; nelle immediate vicinanze vale la pena di visitare, oltre la Basilica di San Salvatore, il monastero e la chiesa di San Ponziano patrono della città e la notevole cripta.

Al termine della passeggiata si può facilmente risalire nella parte alta della città con le scale mobili poste a ridosso della cinta muraria medievale.
Completano la rete delle passeggiate suburbane tre splenditi percorsi che uniscono Spoleto alla Valnerina e ad Assisi. Il primo segue l'antico tracciato dell'ex Ferrovia Spoleto-Norcia in un tratto appenninico di grande suggestione con arditi viadotti e gallerie.

Il secondo è il Sentiero degli Ulivi che, a mezza costa fra una natura ancora intatta disseminata di borghi antichi, unisce a valle lungo i corsi d'acqua e forma una pista ciclabile di oltre 50 Km unendo queste due città umbre così antiche di spiritualità.

I DINTORNI
Poco distanti da Spoleto si rincorrono antiche, suggestive località.
Dirigendosi verso nord si giunge a Campello sul Clitunno, un insieme di piccoli centri abitati e castelli sparsi tra la pianura e i boschi delle montagne. In direzione nord-ovest, lungo la provinciale 451, si raggiunge il comune di Castel Ritaldi, antico pagus romano sorto tra Spoleto e Montefalco. Meritano una visita il centro storico, cinto dalle mura del castello del XIII secolo, la chiesa parrocchiale di Santa Marina, il rinascimentale Santuario della Madonna de La Bruna e l'antico insediamento di Castel San Giovanni, una delle fortificazioni meglio conservate della piana spoletina. Sulla strada per Colle del Marchese sorge la Piave di San Gregorio in Nido, edificio romanico con splendide decorazioni in basso rilevo sulla facciata e sul portale.
Continuando lungo la provinciale 451 si risale a Giano dell'Umbria, probabilmente sorto sull'insediamento di un tempio pagano dedicato al dio Giano. Nel suo territorio si segnalano il complesso monumentale di San Francesco della seconda metà del sec. XIII e l'Abbazia di San Felice, gioiello dell'arte romanica di matrice benedettina, tra i più interessanti dell'Italia centrale. La sua cripta, coeva al corpo principale, custodisce il sarcofago del secolo IV-V con le reliquie del santo. Da visitare i castelli di Montecchio, Castagnola e Morcicchia, che formavano una rete di fortificazioni a protezione del ducato.

TERRITORIO E SAPORI
Il territorio che circonda Spoleto e le località del comprensorio è ancora in gran parte agricolo con boschi e declivi collinari coltivati a ulivo, vite e frutta.
Spoleto vanta una cultura millenaria nella coltivazione dell'olio, ma molto noti sono anche il tartufo nero, i funghi, il pane di Montebibico e Strettura, i marroni e il vino Trebbiano spoletino, che ha recentemente ottenuto la denominazione d'origine controllata.
Molto particolare anche il Pecorino Umbria IGT, frutto del recupero del materiale genetico proveniente da vecchie piante trovate in Valnerina.