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Io sono un Soldato di me stesso,

non conosco la via e sto raggiungendo le altezze della vergogna,

aspettando la chiamata, con la mano sul petto...

Sono pronta per la battaglia, e per quello che ha il serbo per me il fato.

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Un milione di miglia lontano da casa, sto scappando...

Non riesco a ricordare i tuoi occhi, il tuo volto... .

La Governatrice di Spoleto: Lucrezia Borgia

Libertina per fantasia, empia per temperamento, ambiziosa per calcolo, Lucrezia Borgia bramava piaceri, adulazioni, onori, gemme, oro, stoffe fruscianti e palazzi sontuosi.

Una Spagnola sotto i capelli biondi, cortigiana sotto la sua aria candida, aveva il viso di una madonna di Raffaello e il cuore di una Messalina.
Alexandre Dumas

IL DUCATO DI SPOLETO E LE SUE MERAVIGLIE...

SPOLETO si trova in provincia di Perugia. Altitudine: 396 M. Abitanti: 39 339.

Spoleto è ricca di monumenti e di palazzi, di chiese, e di teatri, la città che fu a lungo capitale del ducato longobardo e poi Caput Umbria e mostra tutta la sua bellezza già nel profilo. L'antico abitato medievale, l'imponente Rocca che domina la valle, il ponte romano che la collega con il suggestivo Monteluco. Coperto di boschi di lecci e considerato sacro fin dai tempi più remoti, il luogo ha ospitato per oltre un millennio diverse comunità eremitiche, che qui venivano a pregare e meditare.

Una cornice unica che ogni anno ospita uno degli appuntamenti culturali e artistici più attesi, il Festival dei Due Mondi. Che se ne esalti l'aspetto culturale, di cui il Festival dei Due Mondi è l'espressione più nota; che se ne celebri il passato di capoluogo di ducato longobardo; che si pongano in risalto i tanti monumenti, Spoleto è senza ombra di dubbio una "capitale" dell'Umbria. Le prime strutture della città risalgono alla fine del IV secolo a.C. e sono costituite dalla prima cerchia di mura ciclopiche della quale si conservano resti nella zona della rocca, in Via Cecili e altri punti della città. Colonia romana (241 a.C.), la città rinacque per volere dei longobardi, che vi posero nel 576 la capitale dell'omonimo ducato.

Quando federico Barbarossa scese in Italia, Spoleto, fedele alla Chiesa, cercò di fermarlo, ma venne vinta nel 1155: tale tragico evento spinse a erigere una nuova cerchia di mura per inglobare i borghi formatisi lungo le strade dirette in città. Altro momento importante nella sua formazione fu la costruzione della rocca. Tra Seicento e Settecento la città si arricchì di sontuosi palazzi nobiliari, mentre il XIX secolo è caratterizzato dagli interventi urbanistici di Ireneo Aleandri. AFFASCINANTE SPOLETO Con le sue opere e le sue architetture che spaziano dall'epoca romana al Ducato Longobardo, all'età comunale e al Rinascimento, Spoleto ha sedotto nei secoli "turisti" d'eccezione, tra i quali Goethe, Shelley ed Hesse.

Il suo fascino si espande anche negli immediati dintorni, di cui Michelangelo Buonarroti scrisse di aver avuto "gran piacere nelle montagne di Spoleto...perché veramente non si trova pace se non nei boschi". UN BORGO DA SCOPRIRE i tesori di Spoleto non si trovano solo nel suo centro storico: basta percorrere pochi passi e dalla piazza del Comune si è già al Giro della Rocca, passeggiata che apre la vista fino a Perugia e che, attraverso il Ponte delle Torri, collega la città al Monteluco, col suo antico bosco di lecci da sempre protetto.

Dal Fortilizio dei Mulini, all'estremità del Ponte, ha inizio il Giro dei Condotti, così chiamato perché segue in parte il tracciato degli antichi acquedotti. Si tratta di una passeggiata molto suggestiva, quasi interamente pianeggiante, che fronteggia il Colle Sant'Elia e la Rocca albornoziana e che permette di godere di un panorama inconsueto sulla città tra i profumi e i colori di eriche, ginepri, elci, bosso, timo, felci, corbezzoli, ciclamini e rose selvatiche.

L'ultimo tratto del Giro, in discesa, arriva in città all'altezza del quartiere della Ponzianina; nelle immediate vicinanze vale la pena di vistare, oltre la Basilica di San Salvatore, il monastero e la chiesa di San Ponziano patrono della città e la notevole cripta. Al termine della passeggiata si può facilmente risalire nella parte alta della città con le scale mobili poste a ridosso della cinta muraria medievale. Completano la rete delle passeggiate suburbane tre splenditi percorsi che uniscono Spoleto alla Valnerina e ad Assisi. Il primo segue l'antico tracciato dell'ex Ferrovia Spoleto - Norcia in un tratto appenninico di grande suggestione con arditi viadotti e gallerie.

Il secondo è il Sentiero degli Ulivi che, a mezza costa fra una natura ancora intatta disseminata di borghi antichi, unisce a valle lungo i corsi d'acqua e forma una pista ciclabile di ltre 50 Km unendo queste due città umbre così antiche di spiritualità.

I DINTORNI poco distanti da Spoleto si rincorrono antiche, suggestive località.

Dirigendosi verso nord si giunge a Campello sul Clitunno, un insieme di piccoli centri abitati e castelli sparsi tra la pianura e i boschi delle montagne. In direzione nord-ovest, lungo la provinciale 451, si raggiunge il comune di Castel Ritaldi, antico pagus romano sorto tra Spoleto e Montefalco. Meritano una visita il centro storico, cinto dalle mura del castello del XIII secolo, la chiesa parrocchiale di Santa Marina, il rinascimentale Santuario della Madonna de La Bruna e l'antico insediamento di Castel San Giovanni, una delle fortificazioni meglio conservate della piana spoletina. Sulla strada per Colle del Marchese sorge la Piave di San Gregorio in Nido, edificio romanico con splendide decorazioni in basso rilevo sulla facciata e sul portale. Continuando lungo la provinciale 451 si risale a Giano dell'Umbria, probabilmente sorto sull'insediamento di un tempio pagano dedicato al dio Giano. Nel suo territorio si segnalano il complesso monumentale di San Francesco della seconda metà del sec. XIII e l'Abbazia di San Felice, gioiello dell'arte romanica di matrice benedettina, tra i più interessanti dell'Italia centrale. La sua cripta, coeva al corpo principale, custodisce il sarcofago del secolo IV-V con le reliquie del santo. Da visitare i castelli di Montecchio, Castagnola e Morcicchia, che formavano una rete di fortificazioni a protezione del ducato.

TERRITORIO E SAPORI: Il territorio che circonda Spoleto e le località del comprensorio è ancora in gran parte agricolo con boschi e declivi collinari coltivati a ulivo, vite e frutta.

Spoleto vanta una cultura millenaria nella coltivazione dell'olio, ma molto noti sono anche il tartufo nero, i funghi, il pane di Montebibico e Strettura, i marroni e il vino Trebbiano spoletino, che ha recentemente ottenuto la denominazione d'origine controllata.

Molto particolare anche il Pecorino Umbria IGT, frutto del recupero del materiale genetico proveniente da vecchie piante trovate in Valnerina.