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La Birra, l'Idromele, il Kvas e le Bevande Analcoliche

Un proverbio Russo recita:

La Vodka si beve solo in due occasioni:

quando si ha sete e quando non la si ha.

L'anima russa non è sobria e illustri sovrani hanno rivendicato l'atto del bere come un elemento costitutivo della loro cultura. Nel 989 Vladimir, uno dei fondatori della Rus' di Kiev, motivava il proprio rifiuto nei confronti dell'Islam con l'affermazione che il russo trova la propria gioia nel bere e non può vivere senza. Nel XVII secolo, 600 anni dopo, Pietro il Grande arrivò ad affermare che colui che non beve non può ritenersi russo. Le prime bevande alcoliche di cui si abbia notizia in Russia, risalgono almeno al VI secolo e sono l'Idromele, la birra e il Kvas.

In origine prodotta dalla fermentazione del miele, la Medovukha è merce nobile (e costosa!) che a partire dal XV secolo deve affrontare concorrenti assai più economici. I Russi, amavo la birra e il kvas. Fino al XIX secolo, la birra è stata adottata come vino da messa nel rito ortodosso. Le marche Baltika e Zolotaja Bočka sono di qualità abbastanza buona. Provate ad assaggiare per curiosità la Baltika n. 8, aromatizzata alla mandorla amara e al basilico!

Per quanto riguarda il Kvas, l'Očakovskij è una buona marca. Altre bevande analcoliche consumate in famiglia e in alcuni ristoranti sono il Kompot, il Mors e il Kisel'.

Il Kompot, a base di bacche o frutta (spesso provenienti dalla dacia) bollite in acqua, viene conservato fino all'inverno in grandi barattoli;

il Mors è una bevanda dolce e rinfrescante a base di succo di bacche (mirtilli, ribes...);

il Kissel è più denso (si aggiunge la fecola) e in genere si beve caldo.

La Vodka nei secoli fedele...Si, perché contrariamente a quanto si crede, quella della vodka è una tradizione recente. Nel XV secolo venne introdotta per la prima volta l'acquavite, ed è una bevanda molto simile alla vodka, ma prodotta per distillazione dal vino. Per questo motivo fu accolta senza particolare entusiasmo in una Russia lontana dalla cultura della vigna, dove si accettava a malapena di servirsene a scopi terapeutici.

Ma la situazione cambiò appena si scoprì la possibilità di sfruttare la distillazione del frumento: apparve allora una bevanda che per più di trecento anni fu chiamata vino di pane e che nel XIX secolo diventò la vodka (aquetta). All'inizio del regno di Caterina II, nella seconda metà del XVIII secolo, i nobili conquistarono alcune concessioni: furono esentati dal servizio militare per la produzione della bevanda. questa industria redditizia ebbe grande diffusione, la vodka era un dono di valore che la Zarina di tutte le Russie concedeva volentieri agli ospiti di rango. Sapienti  e filosofi di tutto il mondo ne furono conquistati.

L'arte di accompagnare la vodka conosce, per fortuna, ben altri e più raffinati abbinamenti. Infatti, in Russia è il cibo ad accompagnare la vodka e non il contrario. Talvolta con la zakuska si creano combinazioni particolarmente armoniose, per esempio con i cetrioli sottaceto, i masljata (funghetti marinati di consistenza appiccicosa), lo sgombro (skumbria) salato, la julienne (antipasto di funghi cotti al forno) e l'holodec (gelatina fatta con cartilagini di maiale.

In termini di varietà, la vodka non ha nulla da invidiare alla sua rivale, la zakuska: può, infatti, essere perfettamente pura o leggermente dolcificata con l'aggiunta di piante aromatiche in dosi omeopatiche, o ancora, preparata con frutti di bosco o peperone marinato (e in questo caso si parla di nastojki). In ogni caso, ricordate che va bevuta tutto d'un fiato!

Medovukha (Idromele Russo)

L'Idromele, tradotto letteralmente nella lingua russa, Medovukha indica una bevanda alcolica moderatamente dolce dal sapore di miele. La fermentazione naturale del miele richiede tra i quindici e i cinquant’anni. In Russia l'idromele era considerata una benvanda di lusso, fuori dalla portata delle tasche dei contadini. Gli slavi però hanno ridotto i tempi, riscaldando la miscela. Il Medovukha è nato nel Medioevo, in seguito all’invenzione dei distillatori.

Solitamente i russi iniziano a raccogliere il miele per l'idromele il 14 agosto,

giorno della Festa del Salvatore del miele, data che ricorda la sconfitta inflitta ai bulgari del Volga dal principe russo Bogolyubsky nel 1164.

Medovukha alle ciliegie

Ingredienti:
2 kg di miele
1 litro di acqua
4-5 kg di ciliegie denocciolate

Preparazione:
Versate il miele in una pentola smaltata, coprite con acqua e lasciate bollire, mescolando di quando in quando ed eliminando la schiuma, sino ad ottenere uno sciroppo.

Prendete una bottiglia capiente (l’ideale sarebbe una bottiglia da dieci litri dall’imboccatura stretta) e riempitela di ciliegie.

Quando lo sciroppo si sarà raffreddato, versatelo nella bottiglia, coprendo tutte le ciliegie.

Coprite la bottiglia con un telo bagnato, che avrete cura di inumidire di quando in quando, e lasciatela per tre giorni in un luogo caldo per favorire la fermentazione.

Quando l’infuso avrà iniziato a fermentare, trasferite la bottiglia in un luogo fresco, chiudendola bene con un asciugamano.

Dopo tre mesi avrete un autentico liquore fatto in casa, il cui gusto continuerà a migliorare con il tempo.

Attenzione: il miele, una volta riscaldato, è estremamente infiammabile: assicuratevi dunque che non entri in contatto con alcuna fiamma.

Gustando la medovukha alle ciliegie a temperatura ambiente potrete coglierne il massimo il gusto, la dolcezza e l’aroma. In estate, tuttavia, la bevanda può essere servita ghiacciata.

La medovukha alle ciliegie è servita di solito in un bicchiere trasparente, su una tovaglia bianca, per sottolineare l’intensità del suo colore.

Kvas

Il Kvas classico ha la stessa consistenza di un sidro leggermente alcolico ed è composto da pane di segale o pane fermentato, acqua fresca ed erbe. Altre versioni preferiscono aggiungere bacche, cereali o barbabietole. Questa fresca bevanda può essere bevuta da sola, soprattutto con il caldo estivo, o può essere utilizzata come base per le zuppe.

Occorrente:

Una garza o uno strofinaccio pulito

Una bottiglia di vetro con tappi richiudibili

Ingredienti

4 litri di acqua bollente e 45 ml di acqua tiepida

Una radice di zenzero fresco, pelata e tagliata a rondelle sottili

Scorza di limone fresca, tagliata a dadini

50 grammi di uvetta

125 ml di zucchero

750 grammi di segale secco, pane di segale o pane nero, tagliato a piccoli pezzi

Una bustina di lievito secco attivo

Preparazione:

1. Portate l’acqua a ebollizione in una larga pentola con coperchio

2. Disponete i pezzi di pane su una teglia e cucinateli per circa 30 minuti a una temperatura di 180 gradi finché diventano duri. Se il pane è già croccante, lasciateli in forno solo per 15 minuti

3. Quando l’acqua inizia a bollire, aggiungete i pezzi di pane e mescolateli per amalgamare il tutto. Coprite la pentola e lasciatela da parte per cinque ore

4. Filtrate il composto di pane e acqua con lo strofinaccio o con la garza, utilizzando il dorso di un cucchiaio di legno per premere il pane rimasto affinché rilasci sapore. Eliminate il pane in eccesso

5. Aggiungete il lievito all’acqua tiepida e lasciatelo riposare per un paio di minuti

6. Aggiungete lo zucchero, la scorza di limone e lo zenzero al composto. Copritelo con un panno e lasciatelo riposare per un’intera notte

7. Filtrate il liquido attraverso un setaccio, scartando lo zenzero e la scorza di limone. E versate il composto in bottiglie di vetro. Lasciate un po’ di spazio vuoto per il processo di fermentazione. Aggiungete una manciata di uvetta, e chiudete la bottiglia con il tappo

8. Fate riposare la bevanda per 2-3 ore e poi mettetela in frigorifero prima di servirla.