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IL CASTELLO...dal libro: a Castel Ritaldi - tra storia, arte e poesia di Mario Tabarrini (1954)

Castel San Giovanni ha pari dignità con Castel Ritaldi e Colle del Marchese, perché fu comune anch'esso fino al 1875.

Il Castello visse una storia a sé come comunità indipendente. Il paese è a 223 slm., tutto dentro le mura, che descrivono un ampio quadrato di metri 80 di lato.

Il Fortilizio è del trecento ed è il meglio conservato nella piana spoletina, anche se accusa un generale degrado. È coevo a quelli di Eggi, Pissignano, Bazzano e la rocca di Spoleto. Infatti esso fu costruito per volere del cardinale Albornoz ( † 1367 ), nel 1364 circa.
Tre delle robuste torri angolari cilindriche sono bene in piedi. Solo dopo la seconda guerra mondiale è caduta la torre sul lato est ed è stata operata una apertura. Sulla grande porta ad arco è lo stemma cinquecentesco papale: chiavi e mitria triregno in cotto (abrasate al tempo della fine dello Sato pontificio), con lo stemma del comune dominante di Spoleto: un cavallino rampante, montato da un cavaliere e la scritta: DOM. SPOL, dominio spoletino.

Fino al 1950 il castello era cinto da un fossato. Sul viadotto, che immette nella porta, sono evidenti tracce dei due antichi ponti levatoi: uno per i popolani (la porta grande) e uno per i nobili a destra (ora chiuso). In alto, a destra dell'arco, si leggono appena dei colori: forse ciò che resta dell'effige dei santi protettori, generalmente dipinti sulle porte.

La porta è affiancata da una spavalda torre quadrata, chiomata ad archetti aggettanti, con merli guelfi. Anche la torre d'angolo, a destra, è più robusta delle altre: mostra beccatelli o forse è l'antico mastio. Il paese, prima di essere quel munito castello, fu, dunque, un villaggio aperto, con qualche palizzata e forse una torre, tutto in difesa dei molini di Trevi, più arretrati sul Clitunno e l'Alviolo, contro Spoleto e la vicina turbolenta Beroide (Statuti).
Comunque divenne il castello trevano più importante nella pianura e, con Cannaiola, Picciche e San Lorenzo, formò il Terziere o Bailia di Pecaria o Porcaria trevana. In nome di Bonifacio IX, nel 1400, Ugolino Trinci, signore di Foligno, occupò il fortilizio di San Giovanni, sul quale da tempo aveva posto gli occhi (teneva già Trevi, Montefalco e tutti i castelli vicini).

Restò con i trinci fino al 1431. Per la custodia di esso e degli altri Planis Trevi impegnavano: un solo ufficialis et habet curam de tota planitie ed maxime de Sancto Laurentio, sancto Joanne ed Valles ed habet tres florenos auri mense a comune Trevi. Per la difesa delle predette rocche: un castellano con quattro soldati: per due fiorini e mezzo pro pagha.
Nel 1423 Martino V decretò, con la Bolla Licet ex iniuncto, il titolo di castello al paese, e il 25 maggio del 1428, con la Bolla Sincere devotionis, lo sottrasse dalla dipendenza di Trevi (Archivio di Trevi: pergamene 71 e 76). Nel 1431 furono delimitati i confini del piccolo comune, che l'anno dopo si dette gli Statuti comunali. Nel 1438 Trevi perse Montesanto, sopra Sellano, che passò a Spoleto. I trevani chiesero insistentemente di riavere in compenso il castello di San Giovanni. Il papa ordinò al Legato di Spoleto di tenere il castello finché  egli non disponesse in merito. I trevani seguitarono a reclamare, finché il Legato di Spoleto, Della Rovere, propose al papa Sisto IV, suo zio, di ridare Castel San Giovanni a Trevi: era il 1474. Infatti esso costituiva un forte baluardo nella pianura, contro l'invadenza spoletina.
Approfittando della sede vacante per la morte di Alessandro VI, il 15 settembre 1503, gli spoletini inviarono una spedizione con a capo il concittadino Saccoccio, celebre venturiero, e si impadronirono del castello. In realtà questo si era offerto spontaneamente a Spoleto già dall'anno avanti.
Divenuto papa Giulio II Della Rovere, con breve del 20 dicembre 1503, lo ridette a Trevi, al quale egli stesso l'aveva donato nel 1474, quando era Legato a Spoleto. Ne scaturì una vera guerriglia tra le due città, con uccisioni e agguati. Morto Giulio II, il 21 febbraio 1513, gli spoletini corsero a recuperarlo. Ci fu battaglia sotto Trevi: fu distrutta la Torre dei Molini e i molini stessi sul Clitunno devastati; ma i trevani tennero saldamente il castello di San Giovanni, finché Leone X, il 25 dicembre 1520, lo ridette a Spoleto, con l'obbligo di renderlo un comune indipendente.
Il 4 agosto 1521 i Priori di Spoleto, seguiti da numeroso codazzo, entrarono nel castello, fatti segno a grandi manifestazioni di giubilo.

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