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IL DUCATO DI SPOLETO E LE SUE MERAVIGLIE...

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Noi abbiamo affidato l'incarico della conservazione del castello come del governo delle nostre città Spoleto e Foligno e della loro Contea e Distretto all'amata figlia in Cristo, la gentildonna Lucrezia di Borgia, duchessa di Biseglia, per la prosperità e del pacifico reggimento di codesti luoghi.

Fiduciosi nella singolare prudenza ed eminente fedeltà ed onestà della stessa, come abbiamo più ampiamente chiarito in altri nostri Brevi ...

noi speriamo che voi, come di dovere, accoglierete con ogni dimostrazione d'onore la duchessa Lucrezia qual vostra Reggente, e in ogni cosa la ubbidirete ...

in tutte e singole cose, che si riferiscono per ragion di diritto o di consuetudine all'indicato governo, e in tutto ciò che essa crederà bene di ordinarvi, come alla nostra persona stessa; e di eseguire con ogni fervore e diligenza i comandamenti di lei.

 

Papa Alessandro VI ai priori di Spoleto, 18 agosto 1499

SPOLETO si trova in provincia di Perugia.
Altitudine: 396 M. Abitanti: 39 339.

Spoleto è ricca di monumenti e di palazzi, di chiese, e di teatri, la città che fu a lungo capitale del ducato longobardo e poi Caput Umbria e mostra tutta la sua bellezza già nel profilo.

L'antico abitato medievale, l'imponente Rocca che domina la valle, il ponte romano che la collega con il suggestivo Monteluco. Coperto di boschi di lecci e considerato sacro fin dai tempi più remoti, il luogo ha ospitato per oltre un millennio diverse comunità eremitiche, che qui venivano a pregare e meditare. Una cornice unica che ogni anno ospita uno degli appuntamenti culturali e artistici più attesi, il Festival dei Due Mondi.

Che se ne esalti l'aspetto culturale, di cui il Festival dei Due Mondi è l'espressione più nota; che se ne celebri il passato di capoluogo di ducato longobardo; che si pongano in risalto i tanti monumenti, Spoleto è senza ombra di dubbio una "capitale" dell'Umbria.

Le prime strutture della città risalgono alla fine del IV secolo a.C. e sono costituite dalla prima cerchia di mura ciclopiche della quale si conservano resti nella zona della rocca, in Via Cecili e altri punti della città. Colonia romana (241 a.C.), la città rinacque per volere dei longobardi, che vi posero nel 576 la capitale dell'omonimo ducato. Quando Federico Barbarossa scese in Italia, Spoleto, fedele alla Chiesa, cercò di fermarlo, ma venne vinta nel 1155: tale tragico evento spinse a erigere una nuova cerchia di mura per inglobare i borghi formatisi lungo le strade dirette in città. Altro momento importante nella sua formazione fu la costruzione della rocca.

Tra Seicento e Settecento la città si arricchì di sontuosi palazzi nobiliari, mentre il XIX secolo è caratterizzato dagli interventi urbanistici di Ireneo Aleandri.

AFFASCINANTE SPOLETO
Con le sue opere e le sue architetture che spaziano dall'epoca romana al Ducato Longobardo, all'età comunale e al Rinascimento, Spoleto ha sedotto nei secoli "turisti" d'eccezione, tra i quali Goethe, Shelley ed Hesse. Il suo fascino si espande anche negli immediati dintorni, di cui Michelangelo Buonarroti scrisse di aver avuto "gran piacere nelle montagne di Spoleto...perché veramente non si trova pace se non nei boschi".

UN BORGO DA SCOPRIRE
I tesori di Spoleto non si trovano solo nel suo centro storico: basta percorrere pochi passi e dalla piazza del Comune si è già al Giro della Rocca, passeggiata che apre la vista fino a Perugia e che, attraverso il Ponte delle Torri, collega la città al Monteluco, col suo antico bosco di lecci da sempre protetto.
Dal Fortilizio dei Mulini, all'estremità del Ponte, ha inizio il Giro dei Condotti, così chiamato perché segue in parte il tracciato degli antichi acquedotti. Si tratta di una passeggiata molto suggestiva, quasi interamente pianeggiante, che fronteggia il Colle Sant'Elia e la Rocca albornoziana e che permette di godere di un panorama inconsueto sulla città tra i profumi e i colori di eriche, ginepri, elci, bosso, timo, felci, corbezzoli, ciclamini e rose selvatiche.

L'ultimo tratto del Giro, in discesa, arriva in città all'altezza del quartiere della Ponzianina; nelle immediate vicinanze vale la pena di visitare, oltre la Basilica di San Salvatore, il monastero e la chiesa di San Ponziano patrono della città e la notevole cripta.

Al termine della passeggiata si può facilmente risalire nella parte alta della città con le scale mobili poste a ridosso della cinta muraria medievale.
Completano la rete delle passeggiate suburbane tre splenditi percorsi che uniscono Spoleto alla Valnerina e ad Assisi. Il primo segue l'antico tracciato dell'ex Ferrovia Spoleto-Norcia in un tratto appenninico di grande suggestione con arditi viadotti e gallerie.

Il secondo è il Sentiero degli Ulivi che, a mezza costa fra una natura ancora intatta disseminata di borghi antichi, unisce a valle lungo i corsi d'acqua e forma una pista ciclabile di oltre 50 Km unendo queste due città umbre così antiche di spiritualità.

I DINTORNI
Poco distanti da Spoleto si rincorrono antiche, suggestive località.
Dirigendosi verso nord si giunge a Campello sul Clitunno, un insieme di piccoli centri abitati e castelli sparsi tra la pianura e i boschi delle montagne. In direzione nord-ovest, lungo la provinciale 451, si raggiunge il comune di Castel Ritaldi, antico pagus romano sorto tra Spoleto e Montefalco. Meritano una visita il centro storico, cinto dalle mura del castello del XIII secolo, la chiesa parrocchiale di Santa Marina, il rinascimentale Santuario della Madonna de La Bruna e l'antico insediamento di Castel San Giovanni, una delle fortificazioni meglio conservate della piana spoletina. Sulla strada per Colle del Marchese sorge la Piave di San Gregorio in Nido, edificio romanico con splendide decorazioni in basso rilevo sulla facciata e sul portale.
Continuando lungo la provinciale 451 si risale a Giano dell'Umbria, probabilmente sorto sull'insediamento di un tempio pagano dedicato al dio Giano. Nel suo territorio si segnalano il complesso monumentale di San Francesco della seconda metà del sec. XIII e l'Abbazia di San Felice, gioiello dell'arte romanica di matrice benedettina, tra i più interessanti dell'Italia centrale. La sua cripta, coeva al corpo principale, custodisce il sarcofago del secolo IV-V con le reliquie del santo. Da visitare i castelli di Montecchio, Castagnola e Morcicchia, che formavano una rete di fortificazioni a protezione del ducato.

TERRITORIO E SAPORI
Il territorio che circonda Spoleto e le località del comprensorio è ancora in gran parte agricolo con boschi e declivi collinari coltivati a ulivo, vite e frutta.
Spoleto vanta una cultura millenaria nella coltivazione dell'olio, ma molto noti sono anche il tartufo nero, i funghi, il pane di Montebibico e Strettura, i marroni e il vino Trebbiano spoletino, che ha recentemente ottenuto la denominazione d'origine controllata.
Molto particolare anche il Pecorino Umbria IGT, frutto del recupero del materiale genetico proveniente da vecchie piante trovate in Valnerina.

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La Rocca albornoziana è sicuramente il monumento più rappresentativo della città di Spoleto, per la sua stessa posizione privilegiata, posta al di sopra dell'intera città. Essa è circondata da un'alta muraglia che ricalca in parte il tracciato dell'antica cinta urbica di opera poligonale e quadrata.

Varcata la prima porta, ornata di stemmi di Clemente VIII e della famiglia Aldobrandini, si imbocca un viale rettilineo in pendio che conduce alla monumentale porta del Bastione sulla cui fronte sono visibili gli stemmi di molti pontefici che qui risedettero.

La pianta, è formata da un rettangolo assai allungato i cui lati misurano 133 X 33 metri, ed è attraversata nel senso del lato corto da un corpo di fabbrica che dà origine a due rettangoli minori, diseguali, che costituiscono i due cortili. Alle estremità del corpo maggiore e del braccio trasversale si innestano sei possenti torri. Tra queste notevole è la torre maestra, più alta e possente delle altre, collocata nel mezzo del lato lungo verso la città. Nel lato opposto, verso Monteluco, la torre nord-orientale si congiungeva, attraverso un passaggio su arcate, ad una torre esterna addossata alla cinta urbica e chiamata Malborghetto.

Le arcate e la torre non sono però più visibili in seguito alla edificazione agli inizi del Novecento della palazzina degli uffici penitenziari. Alla stessa torre nord-occidentale è addossata l'antica cappella. Dalle ampie spianate tutt'intorno al maestoso edificio si godono i punti di vista più favorevoli della città sottostante, del Monteluco, delle colline e della piana spoletina.


LA SUA STORIA


È possibile datare alla fine del 1359 i primi lavori per l'edificazione della Rocca; del 1362 è invece il primo documento che nomina Matteo Gattaponi sovrastante della fabbrica.

Nel 1370 l'opera non era ancora compiuta. La costruzione dell'edificio trae origine dalla missione di pacificare e rafforzare le terre della Chiesa, affidata nel 1353 dal papa Innocenzo VI al cardinale Albornoz.Gli spoletini accolsero il progetto con grande soddisfazione dal momento che il proposito del cardinale di dare nuova unità al territorio della Chiesa ben rispondeva all'aspirazione della città di sottrarsi dal predominio ormai decennale che la vicina Perugia esercitava. Risultato tangibile fu, in questo senso, la demolizione della fortezza che i perugini avevano eretto (1325) presso porta Fuga, per meglio esercitare il loro predominio.

Per alcuni secoli, e fino all'inizio del Cinquecento, l'edificio fu teatro degli avvenimenti più rilevanti della città, ospitando i maggiori personaggi del tempo. Gomez Albornoz, nipote del cardinale, è il primo castellano della Rocca, ormai ultimata; nel 1392 vi soggiornò Bonifacio IX. Nel 1449, mentre a Roma infuria la peste, vi soggiorna per un lungo periodo papa Nicolò V che avvia opere di rafforzamento e di accrescimento dell'edificio, costruendo inoltre altri più comodi appartamenti. Fra i governatori assume un rilievo particolare Lucrezia Borgia, mandata qui diciannovenne dal padre, papa Alessandro VI, per allontanarla dal marito Alfonso d'Aragona.


IL MUSEO


Il complesso monumentale si compone in due aree ben distinte: il Cortile d'onore e il Cortile delle armi.

La prima accoglie il Museo nazionale del Ducato, costituito di materiali dei secc. IV - XV, provenienti dalle collezioni civiche. Inoltre, il salone centrale ha una funzione di Sala polivalente potendo ospitare mostre temporanee, concerti, convegni, ecc. La seconda area ospita un Teatro all'aperto capace di 1200 spettatori. Negli ambienti di lato lungo ha sede la Scuola europea di restauro del libro: sul lato corto, tra le due torri, è istituito il Laboratorio di diagnostica applicata al restauro dei beni culturali. L'area verde che cinge l'edificio monumentale si configura come il Parco della Rocca, che, in tempi successivi, verrà esteso all'intero Colle S. Elia. Negli altri edifici sono ospitati, oltre alle apparecchiature e ai servizi necessari per la conduzione del complesso, un ristorante, una foresteria, esercizi commerciali.


Rocca Albornoziana


Piazza Campello 1,  Spoleto (PG)

 

Tel. - Fax 0743/224952


E-mail: [email protected]