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Tutti i libri di Oliver Bowden

« Quando gli altri seguono ciecamente la verità, ricorda: NULLA È REALE. Quando gli altri si piegano alla morale e alle leggi, ricorda: TUTTO È LECITO. Agiamo nell'ombra per servire la luce. Siamo Assassini. Nulla è reale, tutto è lecito.  »

(Credo degli Assassini)

"Dire che nulla è reale significa comprendere che le fondamenta della società sono fragili, e che dobbiamo essere i pastori della nostra stessa civiltà. Dire che tutto è lecito, invece, significa capire che siamo noi gli architetti delle nostre azioni, e che dobbiamo convivere con le loro conseguenze, sia gloriose, sia tragiche."

Assassin's Creed - Fratellanza, Oliver Bowden Ordina sul Giardino dei Libri

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L'anno: 1503.

La città: Roma.

L'eroe: Ezio Auditore.

La missione: rovesciare la tirannia dei Borgia.

Non ci sono limiti per la fratellanza.

Torna in una nuova avventura Ezio Auditore, il mitico eroe solitario che in Assassin's Creed - Rinascimento ha raccolto l'eredità del Credo degli Assassini per battersi contro il malvagio Ordine dei Templari, controllato dalle potenti famiglie dei Borgia e dei Pazzi.

Dopo l'incontro culminante nella Cripta, dove entità misteriose gli hanno dato il titolo di Profeta, Ezio ha abbandonato alla sua sorte il capo dell'Ordine, papa Alessandro VI, credendolo destinato a morte sicura, Il pontefice, però, non solo è sopravvissuto, ma ha anche passato il testimone ai figli Cesare e Lucrezia: un avido condottiero e un'avvelenatrice.

Ora Roma, un tempo splendida e gloriosa, è in rovina. Sofferenza e degrado hanno invaso la Città Eterna, gli abitanti vivono nel terrore dello spietato clan.

Cesare Borgia, più crudele e pericoloso persino di suo padre, non si fermerà finché non avrà tutta l'Italia nelle sue mani, ed Ezio è chiamato a contrastarlo.

Ma il maestro degli Assassini non può agire da solo, deve lasciarsi guidare dalla saggezza di preziosi alleati, e sopratutto radunare attorno a sé la sua fratellanza: solo così potrà colpire al cuore un nemico tanto subdolo e radicato.

L'impresa lo porterà a misurarsi con i propri limiti, ma anche con avversari imprevedibili, perché il tradimento e la cospirazione allignano ovunque, persino tra le file della sua stessa confraternita... .Basato sul videogame Assassin's Creed - Brotherhood, un libro con il ritmo mozzafiato di un thriller magistrale e l'ambientazione del miglior romanzo storico.

Viaggerò fin nel cuore più corrotto dell'impero. Per dare la caccia ai miei nemici. 

Sono Ezio Auditore Da Firenze. Questa è la mia Fratellanza.

Lucrezia Borgia

"Rodrigo si circonda di serpi e sicari, persino sua figlia Lucrezia

è diventata una delle sue armi più letali."  Niccolò Machiavelli

Lucrezia Borgia (18 aprile 1480 – 24 giugno 1519) era la figlia illegittima di Rodrigo Borgia e Vannozza dei Cattanei. Quindi, la sorella minore di Cesare Borgia e di Juan Borgia il Minore.

Era un membro dell'Ordine dei Templari e, dopo il suo terzo matrimonio, 

la duchessa di Ferrara.

Gioventù

Lucrezia nacque a Subiaco, un piccolo paese nei pressi di Roma, il 18 aprile del 1480. Sua madre era Vannozza dei Cattanei, una delle numerose amanti di Rodrigo. Già a tredici anni, Lucrezia si era fidanzata due volte.

Tuttavia, suo padre, Papa Alessandro VI, sospese i fidanzamenti, e costrinse la figlia a sposare Giovanni Sforza, stabilendo un'alleanza con la potente famiglia milanese. 

Tuttavia, questo matrimonio non durò a lungo, visto che gli Sforza non erano più utili al papa. Rodrigo ordinò a Cesare e Lucrezia di mandare via Giovanni da Roma, e fece un'offerta allo zio di Giovanni, il cardinale Ascanio Sforza, per convincerlo ad accettare il divorzio.

Tuttavia, Giovanni accusò Lucrezia di avere relazioni incestuose con il padre ei fratelli. Così, Rodrigo annullò il matrimonio, in quanto non era ancora stato consumato.

 

Relazione con Perotto

Nel 1498, mentre viveva nel convento di San Sisto, Lucrezia si innamorò di uno dei messaggeri di suo padre, Perotto Calderon. Tuttavia, all'insaputa di lei e della sua famiglia,

Perotto era un membro degli Assassini, inviato a spiare le attività dei Borgia.


Lucrezia e Perotto fecero di tutto per nascondere la loro relazione, con Lucrezia che suggerì spesso la violenza come soluzione per mantenere il segreto al sicuro. Infine, la loro relazione divenne più intima, e Lucrezia rimase incinta di Perotto.

Nove mesi dopo, nacque il bambino, ma, con grande disperazione di Lucrezia, il bambino nacque malformato, ed aveva solo pochi giorni di vita. La nascita del figlio portò la loro relazione alla luce, e Perotto venne imprigionato.

Tuttavia, Perotto riuscì a fuggire col bambino, alla ricerca di un antico manufatto, la Sindone, in possesso della sua Confraternita, che pensava sarebbe stato in grado di guarire suo figlio.

La guarigione ebbe successo, ma Lucrezia non vide più Perotto, che venne ucciso dai suoi confratelli per averli traditi.

Il figlio di Lucrezia, che prese il nome di Giovanni Borgia, tornò a Roma, e venne adottato dal fratello di Lucrezia, Cesare, che assunse il ruolo di padre. Anche se Lucrezia vide suo figlio crescere, per Giovanni fu solo sua zia. Una volta, mentre era con Giovanni, lo avvertì di non fidarsi di nessuno all'interno della loro famiglia.

Secondo matrimonio

Lucrezia si risposò con Alfonso di Aragona, duca di Bisceglie.

Prima del matrimonio, Cesare rimase colpito dallo sguardo bello e dalla natura gentile del duca. Tuttavia, queste cose si trasformarono in gelosia e odio, dal momento che Lucrezia era molto felice con Alfonso, e non dava più molta attenzione al fratello.
Nell'agosto del 1500, Cesare decise di volere Lucrezia soltanto per sé.

Ordinò quindi l'uccisione di Alfonso, per mano del suo sicario Micheletto Corella, un'azione che turbò profondamente Lucrezia. Tuttavia, Lucrezia entrò in segreto in relazione con altri uomini, tra cui un nobile chiamato Patrizio e l'attore Pietro Rossi.

Lotta contro gli Assassini

Nel gennaio del 1500, Lucrezia accompagnò Cesare durante l'assedio di Monteriggioni. Durante la battaglia, i Borgia catturarono Caterina Sforza e Mario Auditore, che venne ucciso. In seguito, tornò a Roma con suo fratello, che era riuscito ad ottenere la Mela dell'Eden.
Nel 1500, scortò Caterina Sforza nelle prigioni all'interno di Castel Sant'Angelo.

Lì, Cesare incontrò Lucrezia, e i due si baciarono. Prima di andarsene, Cesare promise a Lucrezia che quando conquisterà tutta l'Italia, lei sarebbe stata la sua regina.

Poco dopo, Lucrezia affrontò Caterina nella sua gabbia, dove, in preda alla gelosia, le chiese del suo viaggio nella carrozza di Cesare. Caterina le rispose presuntuosamente, e Lucrezia la colpì violentemente con una sbarra di metallo al fianco.

Lucrezia prese la chiave della cella dalla guardia carceraria, e se ne andò.

L'Assassino Ezio Auditore da Firenze, che aveva assistito alla scena, raggiunse Lucrezia al giardino del castello per recuperare la chiave, ma quest'ultima chiamò le guardie.

Anche se Lucrezia tentò di scappare, l'Assassino alla fine la prese e la portò di nuovo alla prigione. Caterina prese la chiave, e, dopo essersi liberata, sbatté violentemente la testa di Lucrezia contro le sbarre, facendola svenire.

Caduta dei Borgia

Il 18 agosto 1503, Lucrezia scoprì che suo padre aveva preso la sua scorta di cantarella. Quando poi scoprì che Cesare aveva un incontro col padre quel giorno, capì immediatamente le intenzioni di Rodrigo. Arrivata in fretta agli appartamenti del Papa, Lucrezia entrò appena in tempo per salvare Cesare da una mela che Rodrigo aveva avvelenato, evitando di fargli ingerire una dose letale di veleno.

Infuriato per il tentato omicidio del padre, Cesare soffocò con la mela il padre, chiedendogli la posizione della Mela dell'Eden. Lucrezia, nel tentativo di salvare suo padre, gridò a Cesare che sapeva dove la teneva nascosta.

Cesare, ascoltate le parole della sorella, la afferrò subito alla gola. In lacrime, Lucrezia gli chiese se l'avesse mai amata, ma Cesare le rispose che non era nulla di più che sua sorella. Cesare la continuò quindi a minacciare, chiedendole continuamente la posizione della Mela.

Ezio, che aveva assistito alla scena da una finestra, si precipitò ad aiutare Lucrezia, ma la raggiunse solo quando aveva già ceduto alle richieste di Cesare.

Lucrezia guardò Ezio dare la benedizione finale a Rodrigo, prima di informare anche l'Assassino della posizione della Mela.

Duchessa di Ferrara

"La mia città natale, la mia famiglia, mi sono state strappate. Credete che Ferrara mi ami?

Sono una forestiera, una reietta. Un'orfana."  Lucrezia Borgia

Dopo aver sposato il suo terzo marito, il Duca di Ferrara Alfonso d'Este, nel 1502, Lucrezia cercò rifugio da lui dopo la morte di suo padre. Anche se aveva tagliato tutti i legami dal resto della sua famiglia, trasferendosi nella Delizia di Belriguardo, Lucrezia era considerata una straniera dai cittadini, e non era né accettata né amata da loro.

Nel 1506, Lucrezia ricevette la visita di Ezio Auditore, che si infiltrò nel palazzo.

In un primo momento, lei gli chiese con calma se era venuto ad ucciderla, ma Ezio gli rispose che era venuto a cercare i quadri di Leonardo da Vinci che erano stati rubati dai Borgia durante l'assedio di Monteriggioni.
Lucrezia si rifiutò di darglierli, ma gli suggerì che potevano "confortarsi" a vicenda.

Ezio sembrava d'accordo e la sedusse, riuscendo a farsi dire le posizioni dei dipinti di cui aveva bisogno, e a farsi consegnare quello che Lucrezia aveva tenuto per sé.

Tuttavia, dopo essersi baciati, Ezio legò i polsi di Lucrezia alle tende della stanza, prima di fuggire rapidamente. Lucrezia chiamò le guardie, ma l'Assassino riuscì a fuggire con il dipinto.

Ultimi anni

Negli ultimi anni della sua vita, Lucrezia dedicò molto tempo ai suoi figli, permettendo loro di vivere una vita tranquilla. In questi anni, Lucrezia si pentì dei peccati che aveva commesso, e trascorse molto tempo a pregare.
Morì il 24 giugno 1519, dieci giorni dopo la nascita della sua ultima figlia, Maria Isabella d'Este.

Cesare Borgia

"Padre, non capite? Io ho il pieno controllo di tutto! Se voglio vivere, vivo. Se voglio prendere, prendo. Se voglio che voi moriate, voi morite!" - Cesare Borgia al padre, prima di ucciderlo -

Cesare Borgia (Roma, 13 settembre 1475 - Viana, 12 marzo 1507) era il figlio di Rodrigo Borgia, e divenne uno dei principali avversari di Ezio Auditore da Firenze. Come suo padre, anche lui era un membro dell'Ordine dei Templari. Ottenuto il titolo di capitano generale dell'esercito pontificio, iniziò ad agire contro la volontà del padre per prendere il controllo dell'Italia. Prima della morte del padre, diventò de facto Gran Maestro dell'Ordine Templare, ottenendo il titolo pieno dopo la sua morte.

Primi anni

Cesare Borgia nacque a Roma nel 1475 da Rodrigo Borgia, Gran Maestro dei Templari, e dalla sua amante Vannozza dei Cattanei.
A 18 anni, Cesare diventò cardinale, mentre suo fratello maggiore, Juan Borgia il Minore, diventò Capitano Generale. Insoddisfatto della vita da cardinale e invidioso della posizione del fratello, fece uccidere Juan dalla cortigiana Fiora Cavazza.

Ottenne poi il titolo di Capitano Generale, diventando quindi uno dei più potenti uomini d'Italia.

Inizio della carriera militare

Nel 1496, quando suo padre dichiarò guerra contro la famiglia Orsini per ottenere nuovi territori, Cesare si unì alla battaglia. Tra le fila del nemico vi era anche il generale Bartolomeo d'Alviano, un Assassino. Quando a Bartolomeo rimasero solo tre castelli, Cesare tagliò le sue forniture. Quando sembrava che la vittoria fosse a due passi, Carlo Orsini arrivò con il suo esercito, alleato con le truppe di Bartolomeo, sconfiggendo le truppe papali, mentre Bartolomeo riuscì a ferirlo in faccia.


Nel 1498, l'Assassino Perotto Calderon e la sorella di Cesare, Lucrezia Borgia, iniziarono a frequentarsi ed amarsi, fino a quando Lucrezia rimase incinta. A quel punto, Cesare fece imprigionare Perotto e prese il figlio con sé.

Tuttavia, Perotto riuscì a scappare, e si riprese il bambino, ma i membri della Confraternita lo uccisero per averli traditi. Cesare recuperò il figlio, e, dopo aver deciso di tenerlo con sé, gli diede il nome di Giovanni Borgia.

Assedio di Monteriggioni

"Lo so che ci sei Ezio! Il Papa mi ha parlato di te e del tuo piccolo gruppo di Assassini!"
 Cesare Borgia ad Ezio Auditore, poco prima di uccidere Mario Auditore -

Nel gennaio 1500, Cesare Borgia, decise di viaggiare con parte del suo esercito, impegnato nella conquista di Forlì, per organizzare un'assedio a Monteriggioni per distruggere la famiglia Auditore. Durante l'assedio del borgo, le forze di Cesare travolsero l'esercito difensore, riuscendo a catturare Mario Auditore, Mentore degli Assassini italiani, Caterina Sforza ed ottenere la Mela dell'Eden.


Cesare irruppe poi nel borgo, seguito dai suoi generali Octavian de Valois, Juan Borgia il Maggiore e Micheletto Corella. Cesare iniziò ad urlare, rivolgendosi ad Ezio, mentre Mario, senza forze, tentava disperatamente di fuggire strisciando a terra. Prese poi un'arma da fuoco, creata da Leonardo da Vinci, e sparò a Mario per "invitare" Ezio a confrontarsi con lui a Roma. Ezio venne poi colpito da alcuni archibugieri, cadendo dal tetto su cui si era appostato.
Con Monteriggioni in rovina, Cesare ed il suo esercito fecero ritorno a Roma con il loro premio.

La guerra a Roma

Nel 1500, Cesare controllava Roma sotto il suo pugno di ferro come comandante dell'esercito pontificio, anche se lui e suo padre a volte erano in disaccordo.

Ha usato le Torri dei Borgia per mantenere il controllo dei distretti di Roma.

Cesare è stato anche via da Roma per molti periodi di tempo, supervisionando l'avanzamento del suo esercito nel tentativo di unire tutta l'Italia sotto il suo governo.
Nel 1502, Leonardo da Vinci è stato costretto a servire Borgia, e Cesare gli fece progettare alcune macchine da guerra per il suo esercito, tra cui una Mitragliatrice, un Cannone Navale, una Bombarda e un Carro Armato.

Tuttavia, tutte le creazioni di Leonardo sono state rubate e distrutte da Ezio Auditore, per volere di Leonardo.

Il 18 agosto 1503, suo padre Rodrigo, che, suo malgrado, ha sostenuto la sua sete insaziabile di potere, rimprovera a Cesare che, nonostante gli abbia dato tutto, ancora non era soddisfatto. Cesare allora, mentre mangiava una mela, chiese al padre il Frutto dell'Eden, ma Rodrigo rifiutò. A questo punto, Lucrezia irruppe, gridando al fratello che il padre ha tentato di avvelenarlo con la mela che aveva in mano.

Cesare allora rispose caricando Rodrigo e spingendo la mela che aveva mangiato nella sua bocca. Il veleno ha fatto il suo effetto e Rodrigo morì in pochi secondi. Cesare poi chiese dove era nascosta la Mela a Lucrezia, che confessò dopo essere malmenata. Purtroppo per lui, Ezio, che aveva assistito a tutto, batté Cesare sul tempo, e recuperò la Mela prima di lui.

La caduta

Cesare incontrò da lì una disastrosa sconfitta. Come per una vendetta inflitta da suo padre, Cesare aveva preso abbastanza del veleno per ridurlo in debolezza per mesi.

Durante la convalescenza, Ezio e gli altri Assassini usarono la Mela per sfoltire le sue truppe, ed il Vaticano respinse la sua richiesta di sostegno, vedendo il denaro dei Borgia come "contaminato". Dopodiché, fuori dalle porte di Roma, Fabio Orsini arrivò assieme alla Guardia pontificia con un mandato di arresto per Cesare, da parte di Papa Giulio II, da sempre grande nemico dei Borgia. Cesare fu imprigionato a Castel Sant'Angelo.

Evaso, si rifugiò a Napoli, da cui, sempre per colpa di Giulio II, fu deportato in Spagna, nelle mani di Ferdinando II d' Aragona.

Il 25 novembre 1506 evase, e si rifugiò dal cognato Giovanni III di Navarra.

Assedio di Viana e morte

Nel marzo del 1507, Cesare cercò di recuperare il suo onore perduto comandando il vasto esercito di Giovanni III durante l'assedio di Viana, poiché se dovesse risultare vittorioso, avrebbe potuto riconquistare il sostegno dei francesi. Tuttavia, a sua insaputa, Ezio gli era alle calcagna. Durante l'assedio, Ezio trova Cesare sul campo di battaglia, mentre combatte al fianco dei suoi uomini, anche se Cesare lo riesce a schivare la Lama Celata sinistra di Ezio e fuggire. Ezio svenì dopo che la palla di cannone gli cadde vicino.

Ezio, miracolosamente rimasto incolume, vide Cesare vicino alla cinta muraria con le sue truppe, mentre una donna che cercava aiuto per il figlio, rimasto ferito, fu uccisa dai soldati. Ezio infine raggiunse Cesare sulle mura di Castel Viana e combatté con lui.

Anche se Cesare veniva aiutato dalle sue truppe, Ezio lo sconfisse. Atterrato, Cesare gli disse che lui non poteva morire per mano di uomo, quindi Ezio lasciò Cesare "nelle mani del destino", e lo gettò sotto la cinta muraria.

Ultime Parole

Cesare: Il trono era mio...
Ezio: Desiderare qualcosa non equivale ad averne diritto.
Cesare: Che ne sai tu?
Ezio: So che un vero capo serve coloro che governa.
Cesare: Io guiderò l'umanità intera verso un nuovo mondo!
Ezio: Che nessuno ricordi più il tuo nome. Requiescat in pace.
Cesare: Non puoi uccidermi. Nessun uomo può uccidermi!
Ezio: Allora ti lascerò nelle mani del fato.
Ezio getta dalle mura Cesare, che urla durante la caduta.

Curiosità
Storicamente, si dice che Niccolò Machiavelli ammirava molto Cesare.

Tuttavia, in Assassin's Creed: Brotherhood, Machiavelli lo elogia per le sue abilità strategiche, ma cerca anche di eliminare Cesare e la sua famiglia assieme ad Ezio.
I commenti di Cesare sullo spargimento di sangue e la necessità di bonifica evidenziano l'origine del nome Abstergo, che in latino significa "pulire".

Cesare era un grande amatore e cinico del sesso. Fu inoltre ricordato per le centinaia di concubine portate in Vaticano, e per le relazioni con alcune delle donne illustri del tempo.

Infatti nel libro Assassin's Creed: Fratellanza, indossa una maschera per dissipare il sospetto di una deformazione, realmente esistente, del suo viso, dovuta al contagio della sifilide.

In Assassin's Creed: Brotherhood, quando Ezio deve salvare Caterina Sforza a Castel Sant'Angelo, vede Cesare e Lucrezia Borgia mentre si baciano, rivelando che sono stati amanti.

Inoltre, Cesare viene poi arrestato sulla base di incesto, insieme agli altri crimini commessi.