SCAPECE DA TAVERNA

Scapece da taverna

taverna medievale5

Ingredienti

Ricetta Medievale per 6 persone

1 Kg di pesce (naselli, merluzzi, sgombri, ecc.); 1 litro di vino (rosso o bianco, a seconda del colore che si vuole ottenere); 1/4 di litro di aceto; 3 cipolle;

6/7 stigmi di zafferano; ½ cucchiaio di grani di cumino;

½ cucchiaio di pepe in polvere; sale.

Preparazione

Mischiare il vino e l’aceto, aggiungere il sale e portare a ebollizione.

Mettere il pesce in questa miscela acetosa e cuocere solo per 5-7 minuti, mantenendo il liquido al limite dell’ebollizione. Togliere il pesce con la schiumarola e metterlo in un recipiente fondo, preferibilmente di terracotta. Rimettere sul fuoco il liquido, gettarvi le cipolle tagliate a rondelle e far restringere a fuoco lento per circa mezz’ora.

Togliere dal fuoco e aggiungere gli stigmi di zafferano, il cumino e il pepe.

Versare sul pesce e far freddare: si rapprenderà in gelatina. Servire freddo.

Questa ricetta si trovava quasi sempre nei “menù” delle taverne che erano luoghi in cui si dovevano proporre piatti da realizzarsi velocemente o addirittura già pronti. Ciò vale anche per lo scapece che è, nello stesso momento, un modo per cucinare ma anche un metodo di conservazione del pesce. Questo procedimento constava, in genere, di pesce azzurro, verdure o anche carni fritte cui venivano applicate alcune spezie (in particolare lo zafferano), le cipolle e una salsa o gelatina dal sapore acido.

Tale salsa è probabilmente originaria della cucina araba e il suo nome deriva dal termine sikbaj; troviamo attestazioni di questa preparazione già nel “De re coquinaria” di APICIO o in alcuni ricettari della corte di Federico II di Svevia che ne era particolarmente ghiotto. Nell’Italia meridionale e in Spagna si servono ancora oggi gli scapece.

– Il libro della cucina del secolo XIV –

La Storia del Pesce

Informazioni su Phönix

Ancorchè nell’oscuro Medioevo della mia vita, sono convinto che un Rinascimento, un’età dell’oro mi attenda prima o poi da qualche parte in un luogo e in un tempo per me speciale. Dove e quando questo non lo so. Chi può dirlo? Chi siamo noi per scagliare la prima pietra, del resto? La Felicità non è che un cessate il fuoco nella Guerra della Vita. NULLA È REALE, TUTTO È LECITO ET SEMPER FIDELIS IN NOMINE DEI!

Precedente PESCE DEI TEMPLARI Successivo GAMBERI ALLA BRACE